Quali sono i datiepidemiologici recenti sul fenomeno del’obesità in Italia e nel mondo?
I dati sono sempre più preoccupanti: in Italia i persona su tre è sovrappeso mentre 1 su 10 è obesa. Al di la dei dati di prevalenza è il trend che preoccupa: l'obesità in Italia è cresciuta di più del 30% negli ultimi 10 anni. In particolare l'incidenza della malattia nei bambini (15%) nel nostro Paese è ai livelli massimi in Europa. Di questo passo la prossima generazione, che diventerà adulta tra 10 anni, potrà contare su un numero di obesi pari circa al 15%. In Nord America la situazione è anche peggiore rispetto all'Italia e all'Europa in generale anche ci stiamo "equiparando" velocemente..
Da un punto di vista medico quali sono le cause principali di questa malattia?
Le cause sono molto semplici: cronica eccedenza dell'introito calorico rispetto al dispendio. In sostanza si mangia sempre piu' e si consuma sempre meno.
Cosa si intende per corretta alimentazione?
Mi verrebbe da dirle che ormai corretta alimentazione dovrebbe essere "mangiare poco". Sopratutto nelle fascie di popolazione piu' sedentarie e piu' avanti con l'età meno si mangia meglio è. In particolare ritengo fondamentale ricordare che mangiare molto la sera è assolutamente sconsigliabile, è al mattino e a pranzo bisogna introdurre la maggio parte delle calorie.
Che ne pensa del junk-food e dei prodotti alimentari proposti dai fast food in relazione all’obesità?
Penso che abbiamo una certa importanza ma che non siano determinanti. E' chiaro che stiamo parlando di cibi spazzatura assolutamente inutili. Purtroppo la popolazione è sempre piu' vittima della presione mediatica e sociale dell'industria alimentare, subisce non sceglie ed ingrassa. E' chiaro che è l'insieme dell'alimentazione che è sbagliata non certo se si va ai fast food una volta a settimana.
Ho sentito di un caso di un manager di 32 anni che assaggiando ogni tipo di prodotto mcdonald’s per i 12 anni della sua carriera come direttore in questa azienda, è ingrassato 30 chili, chiedendo ed ottenendo poi un risarcimento. Lei pensa che da un punto di vista medico possa essere verosimile una tale relaizone diretta tra assaggio del cibo mcdonald’s da una parte ed obesità dall’altra?
Non conosco la vicenda nello specifico. Non concordo comunque il direttore, pur vivendo in un contesto "ingrassante", ha scelto di alimentarsi in questa maniera quindi si deve assumere le propie responsabilità verso la bilancia.
La mcdonald’s ha annunciato, sempre sulla vicenda, di voler presentare un ricorso contro una tale decisione adducendo come motivazione la scelta del manager su prodotti ricchi di gassi, quando invece poteva scegliere di assaggiare cibi meno calorici come l’insalate. Lei che ne pensa?
Come detto prima le colpe dell'industria alimentare e delle catene di fast food sono molte ma non si puo' imputare loro il singolo caso. E' sempre un discorso legato alle scelte, che, ripeto, sono condizionate da messaggi errati, ma che sono comunque libere.
Il cibo macdonald’s è sinonimo, da una parte, di convivialità giovanile e familiare e, dall’altra, di causa di mali sociali ed economico sanitari. Da un punto di vista scientifico come reputa queste affermazioni?
Non ritengo il fast food il Male assoluto. Se piace ci si puo' andare. E' importante pero' che sia un eccezione e che sia possibilmente l'unica. Se è il mangiar bene l'eccezione allora li si che insorge il problema, ad alcuni strati di popolazione le informazioni sulla corretta alimentazione non arrivano proprio. Vi è anche poi un importante aspetto: l'emarginazione sociale. Chi non va al fast food cosi come chi, ad esempio, si porta il frutto a scuola invece delle merendine viene deriso e spesso isolato. Dovremmo invertire questo aspetto ma è molto complicato.
Il cibo mcdonald’s dunque fa ingrassare, sempre da un punto di vista scientifico, oppure ci sono altri fattori che incidono sull’obesità?
A parte le verdure tuto fa ingrassare, bisogna consumare tutta la varietà di cibi che ci offre la Natura in particolare: assumere almeno il 50% delle calorie dai carboidrati prediligendo quelli complessi, quindi pasta, pane, riso, patate, legumi assolutamente si senza esagerare. Importanti le proteine (presenti sopratutto nei "secondi") che devono essere presenti in tutti i pasti. Fondamentale l'assunzione di verdure a tutti i pasti e una colazione molto abbondante.
20100421
Le poche verità sugli alimenti afrodisiaci
1) ESISTONO ALIMENTI DALLE PROPRIETA' AFRODISIACHE?
Le tradizioni gastronomiche popolari sono ricchissime di "leggende" su cibi che possano stimolare e potenziare desiderio e la carica sessuale. La lista di cibi ritenuti afrodisiaci è lunghissima: anice, asparagi, avocado, caviale, champagne, cioccolato, fichi, mandorle, aglio, sedano, funghi, peperoncino, zafferano, pepe, cannella, senape e altre ancora…. Tuttavia non vi sono molti dati scientifici a sostegno della tesi secondo la quale tutti questi cibi (e molti altri che non abbiamo citato) abbiano poteri afrodisiaci. Il peperoncino è con tutta probabilità l'alimento che più di ogni altro possiede delle reali basi scientifiche sui cui si fondano le sue proprietà afrodisiache Grazie ad alcune sostanze in esso contenute il peperoncino stimola la vasodilatazione periferica aumentando l'afflusso di sangue agli organi genitali.
2) PERCHE' SI DICE CHE ALCUNI CIBI HANNO QUESTE PROPRIETA'?
Il piacere del palato fa da specchio a quello del sesso perché quella erotica e quella culinaria sono due arti che coinvolgono contemporaneamente i cinque sensi. Sia l'appetito che l'eccitazione, infatti, dipendono più dalle emozioni che dal sistema digestivo e dagli organi sessuali .Il desiderio sessuale ha due componenti fondamentali, una fisiologica legata a cause metaboliche ed una legata a impulsi emotivi. Quest'ultimo aspetto è fondamentale in quanto agisce potenziando i meccanismi fisiologici che danno origine al desiderio. I cibi afrodisiaci agirebbero su questa componente "mentale" partecipando a scatenare fantasie e ad attivare circuiti vascolari; la somma di queste effetti sarebbe in grado di affinare l'intimità di coppia. Ma queste sono solo ipotesi al momento di scientificamente provato vi è ben poco. Il presunto effetto afrodisiaco è attribuibile, più che alle peculiarità nutrizionali dei diversi alimenti, all’atmosfera nella quale questi vengono consumati. La combinazione di varie relazioni sensoriali, la soddisfazione alla vista di cibi appetitosi, la stimolazione olfattiva tendono a portare verso uno stato di euforia generale favorevole all’espressione sessuale.
3) CI SONO ALIMENTI CHE COMUNQUE FAVORISCONO L'INTIMITA'?
L’intimità non è data dal cibo stesso ma dal simbolismo che vi si nasconde dietro.L’insieme dei cibi afrodisiaci potrebbe avere una qualche influenza sulla vita sessuale ma probabilmente non è il cibo ha stimolare il desiderio, ma crea delle situazioni favorevoli. Cenare insieme, o di cucinare insieme, è uno dei pochi momenti di intimità rimasti per la coppia.
Non bisogna tralasciare nemmeno l’effetto afrodisiaco di aromi e profumi: uno studio della Smell and Taste Treatment and Research Foundation di Chicago ha, infatti, dimostrato che alcune essenze sono in grado di stimolare l’intimità ed il sesso.
4) PER UNA CENA ROMANTICA LEI, DA NUTRIZIONISTA, COSA PREPAREREBBE?
Ahime sono negato in cucina… penso che per la mia compagna il solo fatto di preparare qualcosa io sia di grande impulso per l’affinità….Da buon dilettante della cucina abbonderei comunque con il le spezie ed il peperoncino in particolare…. Cercherei di curare, oltre agli ingredienti, anche la presentazione del piatto ed i suoi aromi…il modo con cui tutti questi cibi e spezie vengono associati e preparati è, infatti, fondamentale per conservare il loro potere afrodisiaco.
Le tradizioni gastronomiche popolari sono ricchissime di "leggende" su cibi che possano stimolare e potenziare desiderio e la carica sessuale. La lista di cibi ritenuti afrodisiaci è lunghissima: anice, asparagi, avocado, caviale, champagne, cioccolato, fichi, mandorle, aglio, sedano, funghi, peperoncino, zafferano, pepe, cannella, senape e altre ancora…. Tuttavia non vi sono molti dati scientifici a sostegno della tesi secondo la quale tutti questi cibi (e molti altri che non abbiamo citato) abbiano poteri afrodisiaci. Il peperoncino è con tutta probabilità l'alimento che più di ogni altro possiede delle reali basi scientifiche sui cui si fondano le sue proprietà afrodisiache Grazie ad alcune sostanze in esso contenute il peperoncino stimola la vasodilatazione periferica aumentando l'afflusso di sangue agli organi genitali.
2) PERCHE' SI DICE CHE ALCUNI CIBI HANNO QUESTE PROPRIETA'?
Il piacere del palato fa da specchio a quello del sesso perché quella erotica e quella culinaria sono due arti che coinvolgono contemporaneamente i cinque sensi. Sia l'appetito che l'eccitazione, infatti, dipendono più dalle emozioni che dal sistema digestivo e dagli organi sessuali .Il desiderio sessuale ha due componenti fondamentali, una fisiologica legata a cause metaboliche ed una legata a impulsi emotivi. Quest'ultimo aspetto è fondamentale in quanto agisce potenziando i meccanismi fisiologici che danno origine al desiderio. I cibi afrodisiaci agirebbero su questa componente "mentale" partecipando a scatenare fantasie e ad attivare circuiti vascolari; la somma di queste effetti sarebbe in grado di affinare l'intimità di coppia. Ma queste sono solo ipotesi al momento di scientificamente provato vi è ben poco. Il presunto effetto afrodisiaco è attribuibile, più che alle peculiarità nutrizionali dei diversi alimenti, all’atmosfera nella quale questi vengono consumati. La combinazione di varie relazioni sensoriali, la soddisfazione alla vista di cibi appetitosi, la stimolazione olfattiva tendono a portare verso uno stato di euforia generale favorevole all’espressione sessuale.
3) CI SONO ALIMENTI CHE COMUNQUE FAVORISCONO L'INTIMITA'?
L’intimità non è data dal cibo stesso ma dal simbolismo che vi si nasconde dietro.L’insieme dei cibi afrodisiaci potrebbe avere una qualche influenza sulla vita sessuale ma probabilmente non è il cibo ha stimolare il desiderio, ma crea delle situazioni favorevoli. Cenare insieme, o di cucinare insieme, è uno dei pochi momenti di intimità rimasti per la coppia.
Non bisogna tralasciare nemmeno l’effetto afrodisiaco di aromi e profumi: uno studio della Smell and Taste Treatment and Research Foundation di Chicago ha, infatti, dimostrato che alcune essenze sono in grado di stimolare l’intimità ed il sesso.
4) PER UNA CENA ROMANTICA LEI, DA NUTRIZIONISTA, COSA PREPAREREBBE?
Ahime sono negato in cucina… penso che per la mia compagna il solo fatto di preparare qualcosa io sia di grande impulso per l’affinità….Da buon dilettante della cucina abbonderei comunque con il le spezie ed il peperoncino in particolare…. Cercherei di curare, oltre agli ingredienti, anche la presentazione del piatto ed i suoi aromi…il modo con cui tutti questi cibi e spezie vengono associati e preparati è, infatti, fondamentale per conservare il loro potere afrodisiaco.
Bevande gassate, abitudini alimentari e bambini
Più volte ci è capitato di leggere e partecipare a discussioni anche sul nostro forum, sulle bevande alcoliche o gassate date ai bambini fin dalla tenera età (molti bambini consumano bibite gassate dai due anni). Abbiamo anche visto come il primo approccio con gli alcolici avviene in media intorno ai 12 anni.
Per capire un po' di più la questione legata a queste bevande e alle abitudini alimentari che diamo ai nostri bambini, abbiamo intervistato il dott. Mauro Lombardo, medico chirurgo specialista in scienze dell’alimentazione.
.
Bevande alcoliche
1. Spesso si vedono bambini piccoli (2 o 3 anni) bere bevande, anche con caffeina, come la Coca Cola. L’abitudine a queste bevande sta proprio nel vedere che sono loro a richiederle e a berle in modo naturale. Cosa comporta l’assunzione di queste bevande nei più piccoli?
Non ci sono studi scientifici al riguardo quindi dare risposte precise su questo è difficile. Dal mio punto di vista esistono due ordini di problemi legati all’assunzione di bevande gassate a in un’età cosi precoce: il primo è essenzialmente calorico, si assume più energia senza ridurre l’appetito, il secondo aspetto è di una diversa abitudine ai gusti. Se fin da piccoli ci si abitua a cibi particolarmente dolci anche dopo nella vita si cercherà sempre quel tipo di gusto.
2. Molti genitori sono del parere che i bambini debbano assaggiare tutto, questo è valido secondo loro anche per questo tipo di bevande (coca cola, fanta, sprite, caffè). Cosa ne pensa?
Il problema è legato soprattutto all’uso cronico di queste bevande. Va bene consumarle in talune occasioni ma assumerle tutti i giorni è sicuramente sbagliato. Sono contrario alla proibizione assoluta ma credo sia fondamentale che non siano presenti tutti i giorni a casa.
3. La convinzione che un piccolo assaggio ogni tanto non sia deleterio per i più piccoli è corretta?
Sicuramente aspetterei almeno i 5-6 anni non prima. Come dicevo prima bisognerebbe adeguarsi ad un gusto “più naturale”. E’ sbagliato, in relazione a questo, iniziare lo svezzamento con la frutta e lo zucchero o la frutta ed il biscotto. Dovremmo essere abituati fin da piccoli ad assumere alimenti col il loro sapore senza aggiunte. La bibita gassata è un aggiunta dolce senza senso. Molto meglio assumere un dolce ogni tanto che una coca cola tutti i giorni.
4. Quali conseguenze ha abituare un bambino a bere bevande gassate?
E’ indubbiamente sbagliato le abitudini dei primi anni di vita si mantengono per sempre. L’assunzione di bevande gassate è legato, insieme alle altre abitudini alimentari sbagliate ed alla sedentarietà, ad un aumento del rischio di obesità infantile e dunque di diabete mellito di tipo 2 che una volta era definito “dell’adulto” ma che ahimé sta diventando sempre più precoce.
5. Il consumo di bibite da che età è consigliato e con quale frequenza?
Non è mai consigliato a nessuna età. Diciamo che non va proibito (sarei molto più rigido con gli alcolici) ma che va assunto solo in occasioni particolari ed andrebbe considerato alla stregua del dolce se non peggio.
6. Anche il vino rientra spesso tra le bevande che i genitori fanno “assaggiare”, magari mischiato nell’acqua. Cosa consiglia in merito a questo?
In giovane età non andrebbe assunta alcuna bevanda alcolica. Dopo l’adolescenza un bicchiere di vino al giorno è addirittura benefico. I superalcolici sono invece da eliminare a tutte le età.
7. Diluire le bibite con l’acqua è spesso un escamotage usato dai genitori per giustificare l’assunzione di bevande non adatte a certe fasce di età. Serve a qualcosa o la bevanda viene comunque assunta con tutte le caratteristiche (negative e positive che siano)?
Diluire vuol dire assumere meno zuccheri, coloranti ecc ma in genere questa “tattica” viene superata perché se ne assume poi di più. Meglio bere bevande alcoliche raramente, senza diluirli.
I genitori dovrebbero dare il buon esempio non consumando queste bibite e, sopratutto, proponendo alternative quali spremute di frutta fresca (senza zucchero) o frullati.
La ringrazio per l’aiuto che ci darà nel chiarire questi punti. Se gradisce può aggiungere anche un estratto del suo CV che pubblicheremo nell’articolo con i suoi riferimenti.
Il dottor Mauro Lombardo è un medico chirurgo specialista in scienze dell’alimentazione. Presta attualmente servizio come medico dietologo presso il Centro di Eccellenza per la cura dell’Obesità del Policlinico di Tor Vergata a Roma. Per informazioni www.maurolombardo.it
Per capire un po' di più la questione legata a queste bevande e alle abitudini alimentari che diamo ai nostri bambini, abbiamo intervistato il dott. Mauro Lombardo, medico chirurgo specialista in scienze dell’alimentazione.
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Bevande alcoliche
1. Spesso si vedono bambini piccoli (2 o 3 anni) bere bevande, anche con caffeina, come la Coca Cola. L’abitudine a queste bevande sta proprio nel vedere che sono loro a richiederle e a berle in modo naturale. Cosa comporta l’assunzione di queste bevande nei più piccoli?
Non ci sono studi scientifici al riguardo quindi dare risposte precise su questo è difficile. Dal mio punto di vista esistono due ordini di problemi legati all’assunzione di bevande gassate a in un’età cosi precoce: il primo è essenzialmente calorico, si assume più energia senza ridurre l’appetito, il secondo aspetto è di una diversa abitudine ai gusti. Se fin da piccoli ci si abitua a cibi particolarmente dolci anche dopo nella vita si cercherà sempre quel tipo di gusto.
2. Molti genitori sono del parere che i bambini debbano assaggiare tutto, questo è valido secondo loro anche per questo tipo di bevande (coca cola, fanta, sprite, caffè). Cosa ne pensa?
Il problema è legato soprattutto all’uso cronico di queste bevande. Va bene consumarle in talune occasioni ma assumerle tutti i giorni è sicuramente sbagliato. Sono contrario alla proibizione assoluta ma credo sia fondamentale che non siano presenti tutti i giorni a casa.
3. La convinzione che un piccolo assaggio ogni tanto non sia deleterio per i più piccoli è corretta?
Sicuramente aspetterei almeno i 5-6 anni non prima. Come dicevo prima bisognerebbe adeguarsi ad un gusto “più naturale”. E’ sbagliato, in relazione a questo, iniziare lo svezzamento con la frutta e lo zucchero o la frutta ed il biscotto. Dovremmo essere abituati fin da piccoli ad assumere alimenti col il loro sapore senza aggiunte. La bibita gassata è un aggiunta dolce senza senso. Molto meglio assumere un dolce ogni tanto che una coca cola tutti i giorni.
4. Quali conseguenze ha abituare un bambino a bere bevande gassate?
E’ indubbiamente sbagliato le abitudini dei primi anni di vita si mantengono per sempre. L’assunzione di bevande gassate è legato, insieme alle altre abitudini alimentari sbagliate ed alla sedentarietà, ad un aumento del rischio di obesità infantile e dunque di diabete mellito di tipo 2 che una volta era definito “dell’adulto” ma che ahimé sta diventando sempre più precoce.
5. Il consumo di bibite da che età è consigliato e con quale frequenza?
Non è mai consigliato a nessuna età. Diciamo che non va proibito (sarei molto più rigido con gli alcolici) ma che va assunto solo in occasioni particolari ed andrebbe considerato alla stregua del dolce se non peggio.
6. Anche il vino rientra spesso tra le bevande che i genitori fanno “assaggiare”, magari mischiato nell’acqua. Cosa consiglia in merito a questo?
In giovane età non andrebbe assunta alcuna bevanda alcolica. Dopo l’adolescenza un bicchiere di vino al giorno è addirittura benefico. I superalcolici sono invece da eliminare a tutte le età.
7. Diluire le bibite con l’acqua è spesso un escamotage usato dai genitori per giustificare l’assunzione di bevande non adatte a certe fasce di età. Serve a qualcosa o la bevanda viene comunque assunta con tutte le caratteristiche (negative e positive che siano)?
Diluire vuol dire assumere meno zuccheri, coloranti ecc ma in genere questa “tattica” viene superata perché se ne assume poi di più. Meglio bere bevande alcoliche raramente, senza diluirli.
I genitori dovrebbero dare il buon esempio non consumando queste bibite e, sopratutto, proponendo alternative quali spremute di frutta fresca (senza zucchero) o frullati.
La ringrazio per l’aiuto che ci darà nel chiarire questi punti. Se gradisce può aggiungere anche un estratto del suo CV che pubblicheremo nell’articolo con i suoi riferimenti.
Il dottor Mauro Lombardo è un medico chirurgo specialista in scienze dell’alimentazione. Presta attualmente servizio come medico dietologo presso il Centro di Eccellenza per la cura dell’Obesità del Policlinico di Tor Vergata a Roma. Per informazioni www.maurolombardo.it
Intervista sugli Zuccheri
1) Dr Lombardo, i luoghi comuni accusano in particolar modo gli zuccheri sull' argomento "ciccia e brufoli". Di recente però si ritiene che mangiare troppi carboidrati può far impennare gli ormoni maschili e dunque farci ritrovare alle prese con l'acne. Ci può fornire delle delucidazioni al riguardo?
Dopo un periodo in cui il rapporto alimentazione-acne era stato messo in discussione, alcuni studi recenti hanno rimesso in primo piano il ruolo dell’alimentazione nell’indurre la formazione dei comedoni. In particolare sembrano esserne responsabili gli zuccheri raffinati quindi pane, pasta, biscotti e cracker senza farine integrali, patatine fritte, pizza e cioccolata. Questi alimenti se assunti in eccesso determinano elevati livelli di insulina nel sangue, incrementando i mediatori infiammatori e gli ormoni androgeni, quindi di seguito la quantità di sebo prodotto dalle ghiandole della pelle, l’infezione batterica, l’infiammazione e l’acne.
2) Ci può indicare in linee generali una buona dieta anti-acne?
I nostri nonni non avevano l'acne. I popoli nelle società non industrializzate non hanno l'acne. E' chiaro dunque che oltre alle differenze genetiche, i fattori ambientali hanno un'importanza rilevante. . E' fondamentale, più che "bandire" particolari cibi alimentarsi in maniera sana e varia, ridurre gli zuccheri semplici e raffinati si agli alimenti che purtroppo i giovani stanno abbandonando: le verdure, i legumi, il pesce e la frutta anche quella secca.
3) Secondo alcuni scienziati dell' Istituto di Ricerca Garvan di Sidney le fibre rafforzerebbero il sistema immunitario. Cosa ne pensa?
Si ci sono sempre più evidenze scientifiche al riguardo. Ma è stato per ora dimostrato solo sulle cavie non ancora nell'uomo. Diciamo che è sicuramente un motivo in più (e ne esistono già decine) per mangiare verdure, legumi e cibi integrali in abbondanza.
4) E' vero che i cibi crudi costituiscono un ottimo alleato anti-ciccia?
Direi di no. Al di la dei grassi presenti nell'alimento sono i condimenti che fanno la differenza. Un cibo crudo può essere molto calorico se non si sta attenti con l'olio o gli altri grassi aggiunti.
5) Quali sono i cibi che rendono gli estrogeni più attivi e favoriscono l'ovulazione femminile?
Non esistono. Dipende sempre dalla quantità di grasso nel corpo. C'e' una stretta correlazione ad esempio tra insulinoresistenza (quindi in sostanza l'eccesso di peso) e sindrome dell'ovaio policistico, che è la malattia più diffusa nei disordini mestruali. L'importante quindi, non è mangiare particolari alimenti ma cercare di mantenersi nel giusto peso. Il che ovviamente significa anche non andare troppo sottopeso nel qual caso i disordini possono essere molto gravi.
6) Qual è la dieta ideale per proteggere i nostri reni?
Non bisogna eccedere con le proteine in particolari con quelle animali. Nelle palestre sono molto diffuse diete iperproteiche che alla lunga possono essere molto dannose per i reni. La cosa più assurda è che queste diete oltre ad essere pericolose sono in genere assolutamente inutili per mettere su massa muscolare. Oltre a queste pseudo-diete sono molte diffuse le integrazioni con aminoacidi che, nella maggioranza dei casi, altrettanto inutili e dannose.
7) E' vero che, al contrario di quanto si crede, la dieta mediterranea non è poi così salutare?
I due paesi al mondo in cui la longevità è più alta sono l'Italia ed il Giappone. La dieta mediterranea insieme a quella tradizionale giapponese hanno determinato la maggiore longevità di questi popoli rispetto agli altri. E' una dieta eccezionale solo che va adattata al nostro stile di vita sedentario. Quindi dieta mediterranea si assolutamente ma meno calorie (basta misurare l'olio con i cucchiaini)
8)Nell' Università dell' Illinois è stato sperimentato un nuovo tipo di dieta su 16 volontari : un giorno si mangia e l'altro si digiuna. Che cosa ne pensa ? Quali potrebbero essere i rischi per la salute con una dieta di questo tipo?
Penso che sia una stupidaggine. Comporta un "impigrimento" del metabolismo ed una crescita del peso a lungo termine. Non c'e' bisogno di queste amenità per perdere peso... Ricordatevi questi numeri invece: 5 , 2, 1, 0 ... E' la formula per perdere peso: 5 significa almeno 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno, 2 sta per meno di 2 ore tra TV e computer al giorno, 1 significa almeno 1 ora di attivitò fisica e 0 sta per 0 bevande zuccherate o bibite gassate. Con queste poche regole pochi sacrifici ed addio "ciccia e brufoli"
Dopo un periodo in cui il rapporto alimentazione-acne era stato messo in discussione, alcuni studi recenti hanno rimesso in primo piano il ruolo dell’alimentazione nell’indurre la formazione dei comedoni. In particolare sembrano esserne responsabili gli zuccheri raffinati quindi pane, pasta, biscotti e cracker senza farine integrali, patatine fritte, pizza e cioccolata. Questi alimenti se assunti in eccesso determinano elevati livelli di insulina nel sangue, incrementando i mediatori infiammatori e gli ormoni androgeni, quindi di seguito la quantità di sebo prodotto dalle ghiandole della pelle, l’infezione batterica, l’infiammazione e l’acne.
2) Ci può indicare in linee generali una buona dieta anti-acne?
I nostri nonni non avevano l'acne. I popoli nelle società non industrializzate non hanno l'acne. E' chiaro dunque che oltre alle differenze genetiche, i fattori ambientali hanno un'importanza rilevante. . E' fondamentale, più che "bandire" particolari cibi alimentarsi in maniera sana e varia, ridurre gli zuccheri semplici e raffinati si agli alimenti che purtroppo i giovani stanno abbandonando: le verdure, i legumi, il pesce e la frutta anche quella secca.
3) Secondo alcuni scienziati dell' Istituto di Ricerca Garvan di Sidney le fibre rafforzerebbero il sistema immunitario. Cosa ne pensa?
Si ci sono sempre più evidenze scientifiche al riguardo. Ma è stato per ora dimostrato solo sulle cavie non ancora nell'uomo. Diciamo che è sicuramente un motivo in più (e ne esistono già decine) per mangiare verdure, legumi e cibi integrali in abbondanza.
4) E' vero che i cibi crudi costituiscono un ottimo alleato anti-ciccia?
Direi di no. Al di la dei grassi presenti nell'alimento sono i condimenti che fanno la differenza. Un cibo crudo può essere molto calorico se non si sta attenti con l'olio o gli altri grassi aggiunti.
5) Quali sono i cibi che rendono gli estrogeni più attivi e favoriscono l'ovulazione femminile?
Non esistono. Dipende sempre dalla quantità di grasso nel corpo. C'e' una stretta correlazione ad esempio tra insulinoresistenza (quindi in sostanza l'eccesso di peso) e sindrome dell'ovaio policistico, che è la malattia più diffusa nei disordini mestruali. L'importante quindi, non è mangiare particolari alimenti ma cercare di mantenersi nel giusto peso. Il che ovviamente significa anche non andare troppo sottopeso nel qual caso i disordini possono essere molto gravi.
6) Qual è la dieta ideale per proteggere i nostri reni?
Non bisogna eccedere con le proteine in particolari con quelle animali. Nelle palestre sono molto diffuse diete iperproteiche che alla lunga possono essere molto dannose per i reni. La cosa più assurda è che queste diete oltre ad essere pericolose sono in genere assolutamente inutili per mettere su massa muscolare. Oltre a queste pseudo-diete sono molte diffuse le integrazioni con aminoacidi che, nella maggioranza dei casi, altrettanto inutili e dannose.
7) E' vero che, al contrario di quanto si crede, la dieta mediterranea non è poi così salutare?
I due paesi al mondo in cui la longevità è più alta sono l'Italia ed il Giappone. La dieta mediterranea insieme a quella tradizionale giapponese hanno determinato la maggiore longevità di questi popoli rispetto agli altri. E' una dieta eccezionale solo che va adattata al nostro stile di vita sedentario. Quindi dieta mediterranea si assolutamente ma meno calorie (basta misurare l'olio con i cucchiaini)
8)Nell' Università dell' Illinois è stato sperimentato un nuovo tipo di dieta su 16 volontari : un giorno si mangia e l'altro si digiuna. Che cosa ne pensa ? Quali potrebbero essere i rischi per la salute con una dieta di questo tipo?
Penso che sia una stupidaggine. Comporta un "impigrimento" del metabolismo ed una crescita del peso a lungo termine. Non c'e' bisogno di queste amenità per perdere peso... Ricordatevi questi numeri invece: 5 , 2, 1, 0 ... E' la formula per perdere peso: 5 significa almeno 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno, 2 sta per meno di 2 ore tra TV e computer al giorno, 1 significa almeno 1 ora di attivitò fisica e 0 sta per 0 bevande zuccherate o bibite gassate. Con queste poche regole pochi sacrifici ed addio "ciccia e brufoli"
20090702
Indice glicemico... davvero utile?
Metodo: studio clinico controllato randomizzato.
1) Nel primo studio condotto negli Stati Uniti, 40 soggetti con diabete di tipo 2 scarsamente controllato sono stati sottoposti a 8 sedute in 10 mesi durante le quali venivano illustrate diete a basso GI oppure raccomandazioni analoghe a quelle fornite dall'Associazione Americana di Diabetologia.
2) Nel secondo studio condotto in Giappone, 39 soggetti affetti da diabete di tipo 2 sono stati sottoposti a 4 sedute in 3 mesi durante le quali venivano illustrate diete a basso GI oppure le linee guida fornite dalla Società Giapponese di Diabetologia.
Risultati
1) Nello studio statunitense, non sono state riportate differenze statisticamente significative fra i due gruppi nei valori medi di HbA1c né a 6 né a 12 mesi, sebbene nel gruppo a basso GI si siano rilevate minori modificazioni della terapia antidiabetica (odds ratio= 0.26, p=0.01).
2) Nello studio giapponese, la riduzione dell'HbA1c è stata maggiore che nei controlli - vedi il grafico.
Bibliografia
1) Ma Y. et al. A randomized clinical trial comparing low-glycemic index versus ADA dietary education among individuals with type 2 diabetes. Nutrition. 2008 Jan;24(1):45-56
2) Amano Y. et al. Glycemic index-based nutritional education improves blood glucose control in Japanese adults: a randomized controlled trial. Diabetes Care. 2007 Jul;30(7):1874-6.
1) Nel primo studio condotto negli Stati Uniti, 40 soggetti con diabete di tipo 2 scarsamente controllato sono stati sottoposti a 8 sedute in 10 mesi durante le quali venivano illustrate diete a basso GI oppure raccomandazioni analoghe a quelle fornite dall'Associazione Americana di Diabetologia.
2) Nel secondo studio condotto in Giappone, 39 soggetti affetti da diabete di tipo 2 sono stati sottoposti a 4 sedute in 3 mesi durante le quali venivano illustrate diete a basso GI oppure le linee guida fornite dalla Società Giapponese di Diabetologia.
Risultati
1) Nello studio statunitense, non sono state riportate differenze statisticamente significative fra i due gruppi nei valori medi di HbA1c né a 6 né a 12 mesi, sebbene nel gruppo a basso GI si siano rilevate minori modificazioni della terapia antidiabetica (odds ratio= 0.26, p=0.01).
2) Nello studio giapponese, la riduzione dell'HbA1c è stata maggiore che nei controlli - vedi il grafico.
Bibliografia
1) Ma Y. et al. A randomized clinical trial comparing low-glycemic index versus ADA dietary education among individuals with type 2 diabetes. Nutrition. 2008 Jan;24(1):45-56
2) Amano Y. et al. Glycemic index-based nutritional education improves blood glucose control in Japanese adults: a randomized controlled trial. Diabetes Care. 2007 Jul;30(7):1874-6.
20090624
ALIMENTAZIONE Il mix segreto delle industrie che ci tiene ostaggi del cibo
Il mix segreto delle industrie
che ci tiene ostaggi del cibo
Best seller Usa denuncia: così le industrie alimentari creano dipendenza verso i loro prodotti. Una sapiente miscela di zuccheri, sali e grassi: quasi impossibile resistere. Ma una via d'uscita c'è di TARA PARKER-POPE
da repubblica.it
NEW YORK - Nelle vesti di responsabile della Food and Drug Administration, il dottor David A. Kessler ha ricoperto il suo incarico sotto due presidenti, combattendo molte battaglie al Congresso e contro le multinazionali del tabacco. Ma ha scoperto di essere totalmente indifeso nei confronti di un semplice biscotto al cioccolato. Kessler ha condotto su se stesso un piccolo esperimento: per mettere alla prova la propria forza di volontà, si è comperato due bei biscotti succulenti con pezzetti di cioccolato, intenzionato a non mangiarli. A casa sua si è ritrovato a fissarli, molto spesso. Una volta uscito senza averli toccati si è sentito vincente. Ma appena ha visto dei biscotti analoghi nella vetrina di un bar si è fermato e ne ha ingurgitato subito uno.
"Perché quei biscotti hanno un simile potere su di me?" si è chiesto Kessler. "È il cioccolato a rendermeli irresistibili? O il pensiero del biscotto che mi frulla nella testa? Ho trascorso sette anni a cercare di trovare una risposta a questo quesito". La risposta che il dottor Kessler ha finalmente trovato è contenuta in un libro appena uscito che si intitola The end of overeating: taking control of the insatiable american appetite ("La fine dell'eccessivo consumo di cibo: come tenere sotto controllo l'insaziabile appetito americano").
Quando dirigeva la Food and Drug Administration, Kessler ha modernizzato e reso più efficiente l'agenzia, ha esercitato pressioni per un'approvazione più tempestiva di alcuni farmaci, ha sovrinteso alla creazione di etichette standard da apporre agli alimenti con i dati nutrizionali del prodotto. È forse ancora più famoso per aver svolto indagini sul fumo, per aver cercato di applicare severe normative all'industria del tabacco, ed è sempre lui ad aver accusato i produttori di sigarette di aver manipolato il contenuto della nicotina perché creasse dipendenza nei fumatori.
Ora, nel suo libro, Kessler riporta di aver riscontrato alcune affinità tra le strategie adottate dall'industria del tabacco e quelle del settore alimentare, che riesce a mettere in commercio cibi in grado di instaurare nel cervello un desiderio forte e pressoché irresistibile di consumarne di più. Se si parla di semplice stimolazione cerebrale, ha fatto notare Kessler, di per sé i singoli ingredienti non sono particolarmente potenti, ma combinando grassi, zucchero e sale in innumerevoli modi, i produttori di alimenti hanno in un certo senso fatto breccia nel sistema cerebrale dell'auto-gratificazione, creando un circolo vizioso di feedback che stimola incessantemente il nostro desiderio di mangiare, lasciandoci smaniosi di continuare a farlo, anche quando siamo sazi.
Il dottor Kessler non è sicuro che i produttori di alimenti comprendano fino in fondo i principi neuroscientifici delle forze che hanno scatenato, ma di certo le aziende alimentari conoscono bene il comportamento umano, le preferenze, i gusti, i desideri del palato. Nel suo libro, egli descrive in che modo ristoratori e aziende alimentari impastino gli ingredienti di base fino a raggiungere quello che egli ha denominato "il punto di massima estasi". Vi sono catene di ristoranti come Chili's, è uno degli esempi del libro, che offrono "cibo estremamente appetibile, che richiede di essere masticato poco e va giù con grande facilità". Kessler riporta anche il caso delle barrette di cioccolato Snickers, prodotte con "tecnica straordinaria": quando le si mastica, infatti, lo zucchero si scioglie, il grasso si fonde, il caramello avvolge le noccioline così che la confluenza di più aromi porti il palato a provare un'esperienza quasi estatica.
Gli alimenti ricchi di zuccheri e grassi sono arrivati soltanto in tempi relativamente recenti nel panorama alimentare: il dottor Kessler osserva però che oggi gli alimenti sono qualcosa di più che una semplice combinazione di più ingredienti. Vi sono infatti creazioni estremamente complesse, farcite strato dopo strato di sapori stuzzicanti che danno vita a livello cerebrale a un'esperienza multisensoriale. "Il mio obiettivo - scrive Kessler - è spiegare alle persone quello che accade a livello cerebrale quando mangiano un dato alimento, e spiegare loro in che modo il loro cervello sia letteralmente prigioniero di quell'alimento".
Il libro di Kessler, un best seller nella classifica del New York Times, contiene anche la candida ammissione da parte dell'autore di non sapersi controllare e di mangiare in eccesso. "Probabilmente non mi sarei interessato a cercare di capire per quale motivo non sappiamo resistere di fronte a certi cibi se io stesso non lottassi di continuo contro questo fenomeno: ho perso chili e li ho ripresi più volte e ho abiti di ogni taglia, ormai".
Uno dei principali messaggi che Kessler lancia è che mangiare troppo non è sintomo di mancanza di forza di volontà, quanto una sfida biologica resa ancora più difficile da una stimolazione sovrabbondante da parte dell'ambiente alimentare che ci circonda. E così come molti di noi trovano ripugnante fumare, Kessler è convinto che sia possibile arrivare a percezioni analoghe in relazione a dosi troppo abbondanti e a cibo troppo lavorato.
(c.2009, The New York Times, traduzione di Anna Bissanti)
che ci tiene ostaggi del cibo
Best seller Usa denuncia: così le industrie alimentari creano dipendenza verso i loro prodotti. Una sapiente miscela di zuccheri, sali e grassi: quasi impossibile resistere. Ma una via d'uscita c'è di TARA PARKER-POPE
da repubblica.it
NEW YORK - Nelle vesti di responsabile della Food and Drug Administration, il dottor David A. Kessler ha ricoperto il suo incarico sotto due presidenti, combattendo molte battaglie al Congresso e contro le multinazionali del tabacco. Ma ha scoperto di essere totalmente indifeso nei confronti di un semplice biscotto al cioccolato. Kessler ha condotto su se stesso un piccolo esperimento: per mettere alla prova la propria forza di volontà, si è comperato due bei biscotti succulenti con pezzetti di cioccolato, intenzionato a non mangiarli. A casa sua si è ritrovato a fissarli, molto spesso. Una volta uscito senza averli toccati si è sentito vincente. Ma appena ha visto dei biscotti analoghi nella vetrina di un bar si è fermato e ne ha ingurgitato subito uno.
"Perché quei biscotti hanno un simile potere su di me?" si è chiesto Kessler. "È il cioccolato a rendermeli irresistibili? O il pensiero del biscotto che mi frulla nella testa? Ho trascorso sette anni a cercare di trovare una risposta a questo quesito". La risposta che il dottor Kessler ha finalmente trovato è contenuta in un libro appena uscito che si intitola The end of overeating: taking control of the insatiable american appetite ("La fine dell'eccessivo consumo di cibo: come tenere sotto controllo l'insaziabile appetito americano").
Quando dirigeva la Food and Drug Administration, Kessler ha modernizzato e reso più efficiente l'agenzia, ha esercitato pressioni per un'approvazione più tempestiva di alcuni farmaci, ha sovrinteso alla creazione di etichette standard da apporre agli alimenti con i dati nutrizionali del prodotto. È forse ancora più famoso per aver svolto indagini sul fumo, per aver cercato di applicare severe normative all'industria del tabacco, ed è sempre lui ad aver accusato i produttori di sigarette di aver manipolato il contenuto della nicotina perché creasse dipendenza nei fumatori.
Ora, nel suo libro, Kessler riporta di aver riscontrato alcune affinità tra le strategie adottate dall'industria del tabacco e quelle del settore alimentare, che riesce a mettere in commercio cibi in grado di instaurare nel cervello un desiderio forte e pressoché irresistibile di consumarne di più. Se si parla di semplice stimolazione cerebrale, ha fatto notare Kessler, di per sé i singoli ingredienti non sono particolarmente potenti, ma combinando grassi, zucchero e sale in innumerevoli modi, i produttori di alimenti hanno in un certo senso fatto breccia nel sistema cerebrale dell'auto-gratificazione, creando un circolo vizioso di feedback che stimola incessantemente il nostro desiderio di mangiare, lasciandoci smaniosi di continuare a farlo, anche quando siamo sazi.
Il dottor Kessler non è sicuro che i produttori di alimenti comprendano fino in fondo i principi neuroscientifici delle forze che hanno scatenato, ma di certo le aziende alimentari conoscono bene il comportamento umano, le preferenze, i gusti, i desideri del palato. Nel suo libro, egli descrive in che modo ristoratori e aziende alimentari impastino gli ingredienti di base fino a raggiungere quello che egli ha denominato "il punto di massima estasi". Vi sono catene di ristoranti come Chili's, è uno degli esempi del libro, che offrono "cibo estremamente appetibile, che richiede di essere masticato poco e va giù con grande facilità". Kessler riporta anche il caso delle barrette di cioccolato Snickers, prodotte con "tecnica straordinaria": quando le si mastica, infatti, lo zucchero si scioglie, il grasso si fonde, il caramello avvolge le noccioline così che la confluenza di più aromi porti il palato a provare un'esperienza quasi estatica.
Gli alimenti ricchi di zuccheri e grassi sono arrivati soltanto in tempi relativamente recenti nel panorama alimentare: il dottor Kessler osserva però che oggi gli alimenti sono qualcosa di più che una semplice combinazione di più ingredienti. Vi sono infatti creazioni estremamente complesse, farcite strato dopo strato di sapori stuzzicanti che danno vita a livello cerebrale a un'esperienza multisensoriale. "Il mio obiettivo - scrive Kessler - è spiegare alle persone quello che accade a livello cerebrale quando mangiano un dato alimento, e spiegare loro in che modo il loro cervello sia letteralmente prigioniero di quell'alimento".
Il libro di Kessler, un best seller nella classifica del New York Times, contiene anche la candida ammissione da parte dell'autore di non sapersi controllare e di mangiare in eccesso. "Probabilmente non mi sarei interessato a cercare di capire per quale motivo non sappiamo resistere di fronte a certi cibi se io stesso non lottassi di continuo contro questo fenomeno: ho perso chili e li ho ripresi più volte e ho abiti di ogni taglia, ormai".
Uno dei principali messaggi che Kessler lancia è che mangiare troppo non è sintomo di mancanza di forza di volontà, quanto una sfida biologica resa ancora più difficile da una stimolazione sovrabbondante da parte dell'ambiente alimentare che ci circonda. E così come molti di noi trovano ripugnante fumare, Kessler è convinto che sia possibile arrivare a percezioni analoghe in relazione a dosi troppo abbondanti e a cibo troppo lavorato.
(c.2009, The New York Times, traduzione di Anna Bissanti)
20090615
domande e risposte sulla dieta in estate con particolare attenzione ai ragazzi
1. Quali sono i cibi da preferire durante il periodo estivo, quando fa più caldo?E quali quelli da eliminare? Ne può elencare almeno 5 da preferire e 5 da eliminare? Insomma occorre cambiare il tipo di alimentazione perché il nostro organismo ha bisogno di meno calorie, vero? Carni e pesce, quali tipi scegliere e quale cottura preferire?
In una persona giovane e sana non sono necessari particolari accorgimenti nutrizionali durante il periodo estivo. Sicuramente è utile introdurre più acqua e magari aumentare l'introito vitaminico e di sali minerali per fronteggiare il grande caldo. Basta tenere in mente una regola: 5 al giorno ... cioè 5 porzioni tra frutta e verdura ogni giorno ed il gioco è fatto!
2. Qual è una dieta alimentare tipo che una ragazza di 13-14 anni può seguire in un periodo estivo per eliminare i chiletti di troppo, superflui? Mi può dare un esempio per i diversi pasti: colazione, pranzo, merenda, cena?
La parola importante per mantenere una buona linea è EQUILIBRIO. Equilibrio significa che non si può in qualche settimana "porre rimedio" a mesi di stravizi e schifezze. Si deve vivere l'alimentazione con la giusta tranquillità senza saltare i pasti o abbuffarsi di cibo spazzatura. La colazione ad esempio, sopratutto in estate in cui magari non si va molto di fretta a scuola, deve diventare un pasto come tutti gli altri. Quindi va benissimo una bella tazzone di latte e qualche fetta di pane con pane e marmellata magari con un frutto o un succo di frutta fresca. A pranzo e a cena mangiare sempre un secondo (variare tra pesce, carne, uova e formaggi freschi) e verdura con pane o pasta. Importanti anche gli spuntini tra i pasti un pacchettino di crackers la mattina e un frutto ed il pomeriggio un bel frullato o un gelato artigianale ogni tanto vanno benissimo. Per rimanere in forma è fondamentale mettersi in moto. L'uomo preistorico camminava in media 15 km al giorno! e noi dopo un periodo relativamente breve (dal punto di vista genetico) siamo diventati dei poltroni. Forza tutti i ragazzi per strada a giocare a pallone e le ragazze a fare pallavolo o altri sport!!!!
3. È vero che per dimagrire occorre eliminare dolci e carboidrati?
Limitare i dolci sicuramente è importante. I carboidrati complessi (cioè pane, pasta, patate, legumi) devono essere sempre presenti nelle giuste quantità. I nostri nonni sono diventati tra i più longevi grazie alla dieta mediterranea (che ci invidiano in tutto il mondo)perché è completa e buona. I carboidrati complessi sono parte fondante di questa nostra preziosa dieta che purtroppo stiamo dimenticando. Al contrario i carboidrati semplici (gli zuccheri) andrebbero sempre limitati.
4.i cibi light che troviamo al supermercato come formaggi, yogurt, biscotti, sono veramente leggeri? Come facciamo a riconoscere che siano privi di grassi?
Possono essere uno strumento utile per chi vuole perdere peso sopratutto all'inizio della dieta, servono per cambiare gradualmente le proprie abitudini alimentari. Ma non li ritengo molto educativi. Non è questa la strada per cambiare il proprio stile di vita. Gli unici strumenti realmente utili sono l'equilibrio nell'alimentazione ed il moto. Gli altri mezzi (i cibi light, le intolleranze alimentari o i farmaci) non servono a niente. Ragazzi ce l'avete a portata di mano un metodo per rimanere in forma: fare sport. Lo so è faticoso e porta via tempo ma funziona sempre!
5. Quali sono gli elementi indispensabili per un'alimentazione equilibrata nell'adolescenza, quando ancora si è nella fase di crescita? vitamine, ferro, calcio ecc..
Con i consigli che ho dato sopra non sono necessari particolari accorgimenti. 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno e non c'è nessuna necessità di integrare. Ormai sembra che un ragazzo che non prende vitamine in pasticche non sta bene. E' vero il contrario! Sono molto ma molto più diffusi i danni da ipervitaminosi causati da queste pillole miracolose rispetto alle rarissime carenze.
---
Dott. Mauro Lombardo
Medico Chirurgo - Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Università di Roma "Tor Vergata"
www.maurolombardo.it
In una persona giovane e sana non sono necessari particolari accorgimenti nutrizionali durante il periodo estivo. Sicuramente è utile introdurre più acqua e magari aumentare l'introito vitaminico e di sali minerali per fronteggiare il grande caldo. Basta tenere in mente una regola: 5 al giorno ... cioè 5 porzioni tra frutta e verdura ogni giorno ed il gioco è fatto!
2. Qual è una dieta alimentare tipo che una ragazza di 13-14 anni può seguire in un periodo estivo per eliminare i chiletti di troppo, superflui? Mi può dare un esempio per i diversi pasti: colazione, pranzo, merenda, cena?
La parola importante per mantenere una buona linea è EQUILIBRIO. Equilibrio significa che non si può in qualche settimana "porre rimedio" a mesi di stravizi e schifezze. Si deve vivere l'alimentazione con la giusta tranquillità senza saltare i pasti o abbuffarsi di cibo spazzatura. La colazione ad esempio, sopratutto in estate in cui magari non si va molto di fretta a scuola, deve diventare un pasto come tutti gli altri. Quindi va benissimo una bella tazzone di latte e qualche fetta di pane con pane e marmellata magari con un frutto o un succo di frutta fresca. A pranzo e a cena mangiare sempre un secondo (variare tra pesce, carne, uova e formaggi freschi) e verdura con pane o pasta. Importanti anche gli spuntini tra i pasti un pacchettino di crackers la mattina e un frutto ed il pomeriggio un bel frullato o un gelato artigianale ogni tanto vanno benissimo. Per rimanere in forma è fondamentale mettersi in moto. L'uomo preistorico camminava in media 15 km al giorno! e noi dopo un periodo relativamente breve (dal punto di vista genetico) siamo diventati dei poltroni. Forza tutti i ragazzi per strada a giocare a pallone e le ragazze a fare pallavolo o altri sport!!!!
3. È vero che per dimagrire occorre eliminare dolci e carboidrati?
Limitare i dolci sicuramente è importante. I carboidrati complessi (cioè pane, pasta, patate, legumi) devono essere sempre presenti nelle giuste quantità. I nostri nonni sono diventati tra i più longevi grazie alla dieta mediterranea (che ci invidiano in tutto il mondo)perché è completa e buona. I carboidrati complessi sono parte fondante di questa nostra preziosa dieta che purtroppo stiamo dimenticando. Al contrario i carboidrati semplici (gli zuccheri) andrebbero sempre limitati.
4.i cibi light che troviamo al supermercato come formaggi, yogurt, biscotti, sono veramente leggeri? Come facciamo a riconoscere che siano privi di grassi?
Possono essere uno strumento utile per chi vuole perdere peso sopratutto all'inizio della dieta, servono per cambiare gradualmente le proprie abitudini alimentari. Ma non li ritengo molto educativi. Non è questa la strada per cambiare il proprio stile di vita. Gli unici strumenti realmente utili sono l'equilibrio nell'alimentazione ed il moto. Gli altri mezzi (i cibi light, le intolleranze alimentari o i farmaci) non servono a niente. Ragazzi ce l'avete a portata di mano un metodo per rimanere in forma: fare sport. Lo so è faticoso e porta via tempo ma funziona sempre!
5. Quali sono gli elementi indispensabili per un'alimentazione equilibrata nell'adolescenza, quando ancora si è nella fase di crescita? vitamine, ferro, calcio ecc..
Con i consigli che ho dato sopra non sono necessari particolari accorgimenti. 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno e non c'è nessuna necessità di integrare. Ormai sembra che un ragazzo che non prende vitamine in pasticche non sta bene. E' vero il contrario! Sono molto ma molto più diffusi i danni da ipervitaminosi causati da queste pillole miracolose rispetto alle rarissime carenze.
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Dott. Mauro Lombardo
Medico Chirurgo - Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Università di Roma "Tor Vergata"
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